AUDIO

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    DAVIDE CASTELLANO & SNEZANA ACIMOVIC

    Chasing Moments, violino/live‑electronics (2016)

    Allo strumentista si riserva, in gran parte del pezzo, una buona dose di autonomia dinamica, ritmica e agogica; certe sezioni, invece, sono precisamente notate e sono ripresentate, a volte identiche, altre volte leggermente mutate. Il musicista elettronico utilizza il suono registrato in diretta del violino (microfono ad archetto), mutandolo e riproponendolo tramite ritardi, FM e “freeze-effect” combinati a traspositori. Il titolo del brano è riferito all’azione dell’esecutore elettronico, che deve applicare il freeze sul suono del violino “live”, stando attendo a scegliere il giusto momento da “fotografare” e far permanere durante il brano. La spazializzazione separa tre tracce di “freeze-effect” dal resto delle rielaborazioni, che vengono riprodotte, invece, in una zona vicina allo strumentista, in modo da “ingannare” l’ascoltatore in alcuni momenti in cui non si riesce a distinguere il suono originale del violino (che presenta spesso timbri particolari applicati dallo strumentista) dall’effetto applicato elettronicamente.

  • MARCO PARLANTE

    A.I.A. - Artificial Intelligent Audio (2015)

    Composizione algoritmica generata dal computer
    Cosa significa saper improvvisare per un musicista? E fare una jam? Comporre un brano originale? Situazioni che possono essere raggiunte con lo studio, l'apprendimento, la creatività, il gusto. Questi processi ed esperienze a loro volta possono essere analizzati e quindi tradotti in numeri ed algoritmi. Il gusto potrebbe essere visto come il saper riconoscere una combinazione musicale che funziona rispetto ad una che suona troppo scontata, e questa scelta potrebbe essere data dall'esperienza e dai riferimenti del proprio bagaglio culturale.
    Il bagaglio culturale allora diventa una serie di dati e numeri, una memoria virtuale, mentre il gusto si trasforma in una serie di algoritmi che decidono come usare al meglio le proprie conoscenze. Un'inversione del protagonista: analizzare la musica ed i comportamenti umani, tradurli in informatica, applicarli ad un software che quindi li riporterà in musica. Musica dal computer, non più dall'uomo. Musica diversa ad ogni sua riproduzione, imprevedibile e in grado di stupire anche il creatore del progetto stesso.
    “Artificial Intelligent Audio” è una composizione autogenerativa basata su algoritmi ispirati ai comportamenti umani, dotata di una proprio entusiasmo virtuale che ne condiziona le scelte, capace di improvvisare, di prendere decisioni sullo sviluppo del brano, di scartare soluzioni indesiderate e di imparare da sé stessa.

  • IVAN PENOV

    Tentativi

    Tentativi è nato da vari sperimenti realizzati sfruttando i sistemi di feedback controllato. Nella parte di controllo è stato lasciato un glitch (errore) che ha aggiunto una fragilità. Questo è diventato un elemento creativo fondamentale. Tutti i materiali derivano da una mia improvvisazione tra la risonanza della cavità della bocca e il sistema di feedback interrotto da un processo di sintesi granulare. Questo ha permesso di bloccare l'accumulo del feedback e generare materiali inaspettati. Tutto ciò è una metafora tecnica dell'idea poetica del brano - Cercare di far uscire la voce (una nota, melodia, ecc.) senza un esito positivo e arrivare ad una realtà completamente diversa ed estranea.

    Il brano è stato elezionato al 35° Concours Internationaux de Musique et d’Art Sonore Electroacoustiques de Bourges

  • GIACOMO BISARO

    Ekphonosis (2012)

    Il titolo è una fusione di due termini derivanti dal greco antico: ekpyrosis e phonos (suono).
    Il primo termine è stato coniato dai filosofi stoci per indicare il momento di distruzione/rinascita del cosmo che sta alla base della loro visione ciclica dell’universo. Letteralmente vuol dire “[uscito] fuori (ek) dal fuoco (pyros)”: il fuoco distrugge, ma anche rilascia l’energia necessaria per generare un nuovo mondo.
    Questo brano è nato dall’idea di prendere un oggetto comune, in questo caso un comune barattolo (vuoto) di caffè, e di donargli nuova vita trasformandolo in uno strumento musicale (applicandovi intorno un elastico, in modo tale da poter essere pizzicato).
    Durante il brano vengono esplorati tutte le possibilità acustiche di questo strumento, dall’elastico pizzicato come una corda, sfregamenti, risonanze, fino a forti colpi percussivi che ne hanno causato la sua rottura.
    Da qui il titolo: Ekphonosis: la possibilità di essere suonato dona nuova vita all’oggetto, ma ciò lo danneggierà ed implicherà la sua distruzione.

  • ALESSANDRO FOGAR

    Boreas (2010)

    Boreas si ispira, dal punto di vista musicale, principalmente ad alcune soluzioni tra le prime utilizzate da Bruno Maderna (Continuo, Notturno) e nasce come omaggio alla "Serenata per un satellite". Il performer con i suoi movimenti attiva lontane sonorità, riverberi: il suono del mare senza onde, il mondo come un ricordo lontano, il vento che sferza la superficie del mare e la incrosta leggermente, dando vita ad un’infinità di piccole onde che si intersecano, interferiscono tra loro, i raggi del sole che, riflettendosi sulla superficie del mare, creano un’infinità di riflessioni.
    Boreas è rappresentato sotto forma di performance in tempo reale, con un esecutore che controlla ed influenza, tramite una tavoletta grafica e un controller MIDI, processi compositivi interattivi ed autoreferenziali, facenti uso di tecniche varie (granularizzazione, trasposizione, filtraggio, etc.) su frammenti di materiale sonoro concreto analizzato in tempo reale.